Ti ricordi quanto era…

Ti ricordi quanto era “figo” il Comunale? 

Ti ricordi quanto è stato bello il giorno dell’inaugurazione, il tran tran dei lavori di ristrutturazione, la voglia di tutti i catanzaresi di riprendersi il Centro del centro storico… 

E la bellezza di rivedere il mitico schermo del Comunale in funzione, con un audio tutto nuovo, la meraviglia di vedere generazioni vecchie e nuove che si incontrano in un luogo di memoria, di esperienze, di storie sempre nuove… 

Un teatro di quasi 500 posti che dà tanto spazio alle piccole compagnie, alle scuole di danza della città, ma anche ai grandi gruppi che possono realizzare grandi spettacoli. 

Nel momento in cui siamo diventati i custodi del Comunale, uno scrigno di storie e di emozioni per tutti i catanzaresi, abbiamo scelto di dedicarci nello specifico alle piccole compagnie teatrali e alle giovani compagnie di danza. 

È stato bello, quando abbiamo inaugurato le varie stagioni, iniziare da alcune compagnie rappresentative della nostra città, il vernacolo con Piero Procopio, Teatro Hercules, e la prosa con la compagnia di Salvo Conforto e Romina Mazza, Nuova scena. 

Stupendo ascoltare i racconti delle persone nei camerini, che dagli anni 80 non salivano su quel palcoscenico per fare spettacolo. 

Una grandissima emozione vedere gli occhi delle persone che scendevano per le scale, ricordando che in quel teatro e in quel cinema avevano trascorsi i momenti più belli della loro giovinezza. 

E siamo rimasti senza parole quando ci ha contattati il nostro amico Nico Morelli, per dirci che a Lamezia non c’erano teatri disponibili e avremmo avuto la possibilità di ospitare anche i loro spettacoli. Ed è stata in quell’occasione che abbiamo conosciuto Francesco Pollice e la sua associazione Ama Calabria. 

Con loro, con la loro maestria, la loro gentilezza e le loro stagioni teatrali, abbiamo portato dei nomi incredibili sul palcoscenico del Comunale, primo fra tutti, almeno per me, il mito assoluto Nicola Piovani! 

Quando ho incontrato il maestro Piovani, la prima cosa che ho fatto è stata mostrare il libretto dell’opera “I 7 re di Roma”, autografato dallo stesso Proietti: lui mi ha guardato un pò stranito e dice: “Addirittura!” e io: “No, Maestro. Per me I sette re di Roma è l’opera più bella mai realizzata; c’è la canzone di Numa Pompilio che è un capolavoro assoluto”. 

E allora, succede l’incredibile: il maestro Piovani, che era al Comunale per il suo concerto “La musica è pericolosa”, si mette al pianoforte, un pianoforte meraviglioso, gran coda, le cui note risuonavano anche quando nessuno premeva i tasti… e inizia a suonare! 

Inizia a suonare le note di quella canzone, la canzone che conosco a memoria e che tutti i ragazzi del Teatro Incanto, volenti o nolenti, hanno ascoltato almeno 1000 volte nella vita.

E io, emozionato e felice, come un bambino che incontra il suo mito, inizio a cantare: la voce rotta, il fiato corto, ma forse per rappresentare Numa Pompilio, andava bene così. 

Poi dopo, senza essere ripresi, il Maestro mi disse che la sua preferita era “la canzone della Luna di Diana” e iniziamo a cantarla insieme… una meraviglia assoluta! 

Non potrò mai dimenticare quella giornata, in cui un sogno è stato realizzato, sul palco che già rappresenta un sogno! 

Per vedere il video, potete cliccare qui


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