Coyote vs. Acme: il film che rischiavamo di non vedere mai. E sarebbe stato un vero peccato

Willy il Coyote porta la ACME in tribunale. Sembra una follia. Invece è una delle idee cinematografiche più divertenti dell’anno.

Alcuni film arrivano al cinema dopo essere praticamente tornati… dalla morte.

Coyote vs. Acme appartiene decisamente alla seconda categoria.

Ed è proprio questa storia, incredibilmente simile a quella raccontata dal film stesso, a rendere ancora più curioso quello che sta accadendo intorno all’ultima avventura di Willy il Coyote.

Perché il punto di partenza è meravigliosamente semplice.

Dopo una vita trascorsa a precipitare dai burroni, esplodere insieme ai propri razzi, essere schiacciato da massi e utilizzare marchingegni che sembrano progettati appositamente per rivoltarglisi contro, Willy il Coyote decide finalmente di fare quello che probabilmente avremmo fatto tutti:

denuncia la ACME.

Sì, proprio l’azienda che per decenni gli ha venduto razzi, molle, calamite, esplosivi e ogni sorta di assurdo dispositivo.

A rappresentarlo arriva Kevin Avery, un avvocato non esattamente all’apice della carriera interpretato da Will Forte. Dall’altra parte della barricata c’è invece il potentissimo legale della ACME interpretato da John Cena.

E da qui parte una storia che mescola animazione e attori in carne e ossa, commedia processuale, inseguimenti, slapstick e naturalmente tutto quel meraviglioso universo folle dei Looney Tunes.

Non è semplicemente un cartone animato per bambini

È probabilmente questo l’aspetto che ha sorpreso maggiormente la critica.

Coyote vs. Acme funziona per i bambini perché possiede ritmo, cadute, esplosioni, inseguimenti e quella comicità fisica che ha reso immortali i Looney Tunes.

Ma contemporaneamente parla agli adulti.

Perché dietro l’assurdità di un coyote che porta in tribunale una multinazionale c’è una domanda molto meno assurda:

quanto può essere potente un’azienda quando dall’altra parte c’è soltanto una persona che cerca di difendere i propri diritti?

E improvvisamente ACME non è più soltanto la fabbrica dei razzi difettosi di Willy il Coyote.

Diventa la rappresentazione di una gigantesca macchina aziendale nella quale responsabilità, interessi economici e potere rischiano di valere molto più delle persone.

È uno dei motivi per cui diversi critici hanno letto il film come una vera satira del potere delle corporation, capace però di non sacrificare il divertimento e la tenerezza dei suoi personaggi. (Vulture)

E poi c’è la storia incredibile del film stesso

Qui realtà e finzione cominciano quasi a confondersi.

Il film era stato completato, ma Warner Bros. decise nel 2023 di non distribuirlo, nell’ambito di una strategia finanziaria che avrebbe consentito di utilizzare il progetto come svalutazione fiscale.

In altre parole:

un film finito rischiava di non essere mai visto dal pubblico.

La decisione provocò una fortissima reazione nell’industria cinematografica, tra registi, attori e appassionati.

Dopo una lunga vicenda, il film è stato infine acquisito per la distribuzione ed è arrivato nelle sale il 28 agosto 2026. (Forbes)

Ed ecco il paradosso.

Un film che racconta la battaglia di un piccolo Coyote contro una gigantesca società che decide del suo destino è diventato, nella vita reale, un film che ha dovuto combattere contro le decisioni di una gigantesca società per riuscire semplicemente… a esistere.

Difficile immaginare una campagna promozionale migliore.

Ma è davvero un bel film?

La risposta della critica, nel complesso, è stata decisamente positiva.

Al momento della sua uscita Coyote vs. Acme ha raggiunto il 95% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, mentre Metacritic gli attribuisce una valutazione complessivamente favorevole.

Molti recensori hanno apprezzato soprattutto tre elementi: l’affetto autentico per la storia dei Looney Tunes, l’equilibrio tra comicità e sentimento e la capacità di realizzare un film per famiglie senza trattare il pubblico più giovane come un pubblico di serie B. (Rotten Tomatoes)

Una parte della critica ha trovato alcuni passaggi narrativi meno riusciti, alcune battute discontinue e un’integrazione tra animazione e live action che inevitabilmente richiama il paragone quasi impossibile con Chi ha incastrato Roger Rabbit?. Altri hanno osservato che il film avrebbe potuto spingere ancora di più sulla follia della sua premessa. (AP News)

Ma forse proprio qui sta il punto.

Coyote vs. Acme non vuole reinventare il cinema.

Vuole ricordarci quanto possa essere divertente andare al cinema.

Un film da vedere con i bambini. Ma non soltanto per i bambini.

Se siete cresciuti guardando Bugs Bunny, Daffy Duck, Willy il Coyote e Beep Beep, probabilmente entrerete in sala per nostalgia.

Se siete bambini, entrerete per ridere.

Se siete genitori, potreste scoprire un film capace di far divertire contemporaneamente generazioni diverse.

Ed è una cosa molto meno frequente di quanto sembri, perché alcune storie non hanno bisogno di essere reinventate completamente ma basta trovare un nuovo modo per farle correre e questa volta, incredibilmente, quello che corre potrebbe non essere soltanto Beep Beep.

Coyote vs. Acme ti aspetta sul grande schermo del Cinema Teatro Comunale di Catanzaro.

Perché certi cartoni li abbiamo guardati centinaia di volte in televisione.

Ma vederli insieme, davanti a uno schermo cinematografico, è tutta un’altra storia.

Cinema Teatro Comunale
Il Centro del centro storico!

Informazioni e prenotazioni: 0961 741241
www.ilcomunalecz.it

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